Psicoterapie

La psicoterapia è una tipologia di cura dei disturbi psicologici che possono causare disagio all’individuo.  Tale intervento mira a risolvere eventuali sintomi o, più in generale, ad aumentare il benessere delle persone attraverso l’uso della parola.

La formazione dello psicoterapeuta prevede il conseguimento della laurea in psicologia o medicina e chirurgia, successiva iscrizione all’albo professionale e frequenza della scuola di specializzazione della durata quadriennale, incluso lo svolgimento dei rispettivi tirocini.

Nel tempo si sono sviluppati numerosi approcci alla psicoterapia, i quali differiscono principalmente nelle tecniche utilizzate e nelle teorie che ne stanno alla base.

I principali approcci sono:

  • Psicoterapia psicodinamica
  • Psicoterapia cognitivo-comportamentale 
  • Psicoterapia interpersonale 
  • Psicoterapia sistemica
  • Psicoterapia integrata 

Ciò che accomuna tutti gli orientamenti elencati è l’importanza dello stabilirsi dell’alleanza terapeutica ed il suo mantenimento, l’attivazione delle capacità del paziente di auto-osservarsi e riflettere su se stesso, l’individuazione di pattern non adattivi e l’obiettivo condiviso di cambiarli, mantenendo tale variazione nel tempo, anche in seguito della conclusione della terapia stessa.

L’esito del trattamento sembra dipendere da diversi fattori legati al terapeuta, al destinatario dell’intervento ed a fattori esterni. In particolare, il 30% della variabilità sarebbe influenzato dai fattori comuni ai vari orientamenti, il 15% dalle specifiche tecniche messe in atto, il 15% dalle aspettative e il restante 40% dalla gravità e tipologia del problema, dalla disponibilità al cambiamento, dagli eventi nel corso della terapia e dal grado di sostegno esterno su cui il soggetto può contare.

Le variabili legate al soggetto si rivelano quindi essere quelle associate in maniera maggiore all’esito della psicoterapia: ciò che la persona condivide sembra determinare i cambiamenti che potrebbero essere possibili. Inoltre, più severi sono i sintomi e meno favorevoli le circostanze, minori paiono essere le probabilità di poter ottenere cambiamenti positivi.
Anche le caratteristiche personali del terapeuta sembrano essere influenti sull’esito del trattamento, anche più di quanto non lo siano la tecnica e la teoria su cui si basano gli interventi. La forza della relazione terapeutica sarebbe correlata con l’efficacia della cura in maniera trasversale, in quanto il legame stesso fornisce generalmente uno spazio di riflessione nel quale la persona può esplorare i propri pensieri e vissuti; in tale situazione, il rapporto può fornire esperienze emotive correttive di accettazione e comprensione.
Indipendentemente dall’orientamento, il percorso psicoterapeutico si svolge solitamente seguendo alcune fasi tipiche:

  • Coinvolgimento. L‘obiettivo è quello di stabilire e rafforzare l’alleanza, definendo le aspettative in merito agli esiti desiderati, fornendo alla persona informazioni rilevanti ed offrendo suggerimenti efficaci che la riguardano 
  • Attivazione dell’auto-osservazione. I soggetti sembrano essere meno ansiosi ed in grado di esplorare il proprio mondo interno e relazionale
  • Ricerca di pattern. Vengono esaminate le risposte indesiderate, analizzando ciò che le ha suscitate, al fine di identificare fattori che le connettono ai sintomi
  • Cambiamento. Il portatore del disagio diviene colui che mette in atto il cambiamento; il terapeuta diventa parte del mondo relazionale dell’utente e può influenzare indirettamente altre persone che si relazionano con il soggetto, attraverso questo ultimo.

Spesso la psicoterapia viene associata all’utilizzo di farmaci, che in alcuni casi (es. ansia e depressione) possono permettere al soggetto di percepire, comprendere ed esprimere in maniera migliore i propri sentimenti o desideri. L’associazione tra le due terapie potrebbe produrre altri benefici, come ad esempio aumentare il senso di sicurezza nella relazione, consentendo una maggiore collaborazione; i farmaci potrebbero portare ad una riduzione della sintomatologia, aumentando in tal modo l’autostima della persona. In alcuni casi ci possono essere vantaggi riguardanti miglioramenti nelle funzioni di memoria e concentrazione, che influirebbero positivamente sull’efficacia della psicoterapia.
Viceversa, il dialogo riguardante i farmaci, cosa rappresenti assumerli per la singola persona e le eventuali resistenze o preoccupazioni, potrebbe far emergere aspetti prima trascurati o fuori dalla consapevolezza dell’individuo. La psicoterapia, infine, potrebbe avere un effetto positivo sulla terapia farmacologica, aumentando l’aderenza al trattamento.
Ci sembrano essere però anche circostanze in cui la combinazione dei trattamenti potrebbe essere svantaggiosa, comportando talvolta tassi di ricaduta maggiori e risultati più limitati. In particolare, nei disturbi d’ansia (es. disturbo post-traumatico da stress) sarebbe richiesto un determinato livello di sofferenza per sostenere l’elaborazione degli eventi ed i farmaci contrasterebbero con tale processo, impedendo di rivivere la situazione traumatica col fine di averne una nuova esperienza correttiva.
In ogni caso, poiché la cura deve essere individualizzata, spesso è utile stabilire alcune regole per sistematizzare la scelta del percorso. In generale si è rivelato efficace il trattamento combinato per i disturbi più gravi, cronici e con alto grado di comorbilità; in ogni caso, dovrebbero essere sempre considerati cinque fattori:

  • Forza delle prove a favore dell’efficacia del trattamento considerato 
  • Controindicazioni al suo impiego 
  • Preferenze del paziente (le quali influenzano l’aderenza al percorso e la sua efficacia clinica)
  • Praticabilità della somministrazione
  • Preferenze e competenze del clinico

L’efficacia della psicoterapia è stata dimostrata nel trattamento della depressione, del lutto patologico, del disturbo bipolare, dei disturbi d’ansia, del disturbo post-traumatico da stress, oltre che dei disturbi somatoformi, della schizofrenia, dei disturbi del comportamento alimentare, di quelli correlati a sostanze, dei disturbi di personalità e dei disturbi del sonno; è comunque indicata/consigliata anche in altre situazioni che non comportano la presenza di una psicopatologia, come ad esempio situazioni di difficoltà relazionali.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Le Psicoterapie - Gabbard , Raffaello Cortina Editore, Milano, 2010

 

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