Viviamo in un’epoca caratterizzata da molti stimoli e richieste da soddisfare, in un’ottica di esaltazione della produttività. La tecnologia ha svolto e tutt’ora mantiene un ruolo cruciale nel costruire i modi in cui siamo nella società ed è ormai impensabile non considerarla come parte integrante del nostro mondo.

Le persone, oggi più che mai, sembrano essere soggette a diverse forme di distrazione dalle relazioni interpersonali. Tali deviazioni dell’attenzione possono essere distinte in tre tipologie differenti:

·         Distraction: fenomeno in cui lo stimolo distraente ha origine all’interno della persona e che è soggetto a meccanismo di rinforzo (es. aprire i social per controllare gli aggiornamenti dei propri contatti)

·         Interruption: stimolo esterno che è al di fuori del controllo della persona e che attira le risorse attentive in maniera immediata (es. qualcuno che suona alla porta, notifica dallo smartphone)

·         Disruption: forma di distrazione cronica e pervasiva, spesso causata da disturbi psicopatologici (es. disturbi da uso e abuso di sostanze)

Riferendosi alla sfera della normalità, varie ricerche evidenziano come l’aspetto cruciale sia la ripresa della relazione a seguito del momento di interruzione. In particolare, è stato sottolineato come il successo nella ri-sintonizzazione a livello emotivo porti ad un rinforzo nella relazione, maggiore resilienza e fiducia negli altri, ma anche in sè; qualora non si riesca invece a ristabilire il legame, è probabile che l’altra persona coinvolta si senta ignorata e/o in competizione con lo stimolo distraente, dovendo fare degli sforzi aggiuntivi per tentare di riparare il rapporto (spesso anche mediante comportamenti pericolosi o illegali) e provando maggiori emozioni negative, con minori risorse regolative.

Ciò che accade influenza quindi l’autostima della persona che subisce la distrazione dell’altro membro della diade, ciò che si aspetterà dalle relazioni future e quale sarà il proprio modello di comportamento rispetto alle interferenze. Questo si rileva particolarmente importante nel caso dei bambini o delle persone più giovani, alle quali spesso vengono richieste maggiori abilità di autoregolazione, che ancora non hanno sviluppato in quanto da costruire in contesto relazionale.

Viene ritenuto quindi fondamentale che gli adulti (insegnanti, genitori, caregiver) siano consapevoli delle proprie modalità di utilizzo delle tecnologie, che educhino e forniscano dei modelli adeguati (con tempi di relazione senza distrazioni esterne), che contribuiscano a dare un senso di reale presenza, regolando le emozioni dei più giovani, attribuendo un significato alle esperienze – sia online sia offline.

 

Bibliografia:

  •  Swit, S.M. Coyne, H. Holmgren - Distracted, interrupted or disrupted: a pathway model of technoference (2026)